La dieta chetogenica fa male? Si può davvero vivere senza zuccheri? Ecco la risposta a tutti i tuoi dubbi per affrontare in modo sereno il tuo percorso nutrizionale.
La dieta chetogenica è un approccio nutrizionale basato su una forte riduzione di carboidrati (tutti i carboidrati, non solo gli zuccheri semplici). Questo si traduce in una dieta mima-digiuno che regala i vantaggi della mancanza di zuccheri, senza però avere effetti catabolici dannosi per i muscoli e gli organi, che in completa assenza di nutrienti vengono “mangiati” dal nostro corpo per ricavare energia.
Negli ultimi anni sempre più persone stanno facendo ricorso alla dieta chetogenica: molti pensano che sia un metodo innovativo per perdere peso, altri la ritengono semplicemente una nuova moda. Ma è veramente così?
In realtà la prima elaborazione formale di una dieta di tipo chetogenico risale addirittura agli anni ’20 del secolo scorso, quando fu applicata per la prima volta al trattamento dei bambini epilettici.
In seguito ebbe un arresto fino agli anni ’60, quando venne per la prima volta usata per il trattamento dell’obesità. E da allora la sua diffusione è cresciuta in maniera esponenziale.
Nonostante l’ampia diffusione di questo tipo di approccio, in molti hanno ancora delle grosse titubanze al riguardo. Infatti, molti detrattori sostengono che la dieta chetogenica possa avere degli effetti negativi sulla salute e possa comportare eventi avversi sul lungo termine.
Tutto ciò ha un fondo di verità.
Per questo motivo, come per ogni altro approccio nutrizionale particolare, bisogna conoscere i meccanismi biologici alla base e prestare attenzione ad alcuni accorgimenti per arrivare a un esito positivo del percorso nutrizionale ed evitare gli effetti collaterali che si nascono dietro l’angolo. Perciò, è sempre di fondamentale importanza rivolgersi a un professionista della nutrizione per l’applicazione di specifici protocolli alimentari.
A questo punto vi starete chiedendo se effettivamente sia il caso di seguire un protocollo così delicato. Potete trovare la risposta a questa domanda nei moltissimi articoli scientifici in cui è dimostrata l’efficacia della dieta chetogenica non solo nel semplice dimagrimento ma anche nella terapia di patologie importanti.
Iniziamo perciò questa carrellata di FALSI MITI da sfatare che ti permetterà di approcciarti alla dieta chetogenica in maniera serena e consapevole.
1. La chetogenica è una dieta iperproteica?
La risposta è ovviamente NO.
Il fraintendimento su questo aspetto dipende dal fatto che, mancando la componente glucidica, lipidi e proteine sono ovviamente più alte a livello percentuale sull’intera dieta. Se però si guarda la quantità assoluta di proteine la dieta rientra perfettamente in un range normo-proteico. In altre parole, la quantità di proteine che mangerete in chetogenica è uguale a quella assunta con altri tipi di diete; quello che cambia sono le kcal che in questo tipo di approccio sono nettamente inferiori.
Anzi, vi dirò di più… in confronto alla dieta abituale di un soggetto che pensa di seguire un’alimentazione sana, la dieta chetogenica determina un apporto proteico addirittura inferiore.
Perciò non credete a chi sostiene che questo approccio possa comportare un affaticamento renale a causa dell’iperfiltrazione delle proteine.
Accade invece l’opposto: i corpi chetonici hanno un effetto drenante e, di conseguenza, tendono ad abbassare la pressione. Questo si traduce in una riduzione dello stress a carico del glomerulo (l’unità funzionale del rene che serve a filtrare il sangue) e in un effetto che complessivamente risulta protettivo nei confronti del rene.
2. La dieta chetogenica fa male perché il cervello ha bisogno dello zucchero per funzionare.
La dieta chetogenica è nata per trattare l’epilessia ed è attualmente usata per il trattamento di numerose patologie neurologiche. È perciò assodato il suo effetto benefico e protettivo nei confronti del cervello.
Il nostro organismo si è evoluto in un’epoca in cui era normale che ci fossero periodi di estrema carestia e, di conseguenza, si è dovuto adattare alla mancanza di zuccheri e alla necessità di usare il grasso corporeo per funzionare in maniera alternativa. Il cervello stesso è capace di innescare una serie di meccanismi che gli consentono di funzionare usando semplicemente i corpi chetonici.
Anzi, sembrerebbe che questo tipo di carburante gli permetta di produrre una quantità di energia superiore, senza però aumentare le scorie dannose (i famigerati radicali liberi).
3. Quando finirai la dieta recuperai tutto il peso perso.
Innanzi tutto chiariamo il fatto che la dieta chetogenica non serve solamente a dimagrire, ma ha molti effetti benefici sul nostro organismo e può essere usata a scopo terapeutico contro molte patologie.
In secondo luogo, qualunque dieta non adeguatamente strutturata può comportare un indesiderato effetto yo-yo. Lo spiacevole aumento di peso in seguito a diete estreme è dovuto al fatto che, insieme al grasso, vi è una perdita di tessuto muscolare. Questo determina un abbassamento del metabolismo basale. Perciò, quando ricomincerete a mangiare, magari senza nemmeno seguire una dieta di mantenimento, sostituirete il muscolo perso con un eccesso di adipe ottenendo un effetto decisamente anti-estetico.
Tutto ciò non avviene con una dieta chetogenica ben studiata.
Infatti, nonostante l’elevata restrizione calorica, l’apporto proteico adeguato consente di mantenere o addirittura migliorare la componente muscolare, consumando solamente i depositi di adipe.
Inoltre, la dieta chetogenica ha il grande vantaggio di spegnere la fame. Questo effetto è caratteristico della dieta stessa, ma può avere delle conseguenze positive anche nella successiva fase di mantenimento in quanto la riduzione degli ormoni della fame viene mantenuta.
Uno dei più famosi di questi ormoni è l’insulina: il suo innalzamento provoca non solo senso di fame, ma anche la ricerca compulsiva di carboidrati. Perciò, la capacità della dieta chetogenica di migliorare l’insulino-resistenza e di ridurre i picchi di insulina comporta un aumento della “forza di volontà” nel dopo dieta che permette il mantenimento del peso raggiunto a lungo termine.
4. Se segui la dieta chetogenica rischi la chetoacidosi.
La chetoacidosi è uno degli aspetti che maggiormente preoccupa chi si oppone alla dieta chetogenica. Ma questa è una paura completamente priva di fondamento.
È vero che la condizione di chetosi comporta un’acidificazione del sangue in seguito alla mobilitazione degli acidi grassi. Però, in un soggetto sano che segue una dieta chetogenica la riduzione del pH ematico è transitoria e di lieve entità.
Il nostro organismo è infatti in grado di controllare finemente il pH del sangue attraverso dei sistemi denominati sistemi tampone, il cui compito è appunto quello di tamponare l’eccesso di acidi nel sangue.
La chetoacidosi metabolica, altrimenti chiamata chetoacidosi diabetica, è una condizione patologica e molto rischiosa associata al diabete mellito. Nei soggetti diabetici l’assenza di insulina comporta un aumento degli ormoni controregolatori, i quali determinano un aumento incontrollato della chetogenesi. L’abbassamento del pH ematico che ne consegue è talmente elevato che i sistemi tampone dell’organismo non sono più in grado di controllarlo e questo si traduce in un pericolo per la salute.
Tutto ciò non avviene durante una condizione controllata come la dieta chetogenica. La riprova di ciò si può avere guardando il livello ematico e urinario dei corpi chetonici: mentre in chetoacidosi diabetica arrivano a concentrazioni superiori ai 25 mmol/l, durante la dieta i valori non superano mai i 5-7 mmol/l.
5. La dieta chetogenica aumenta il colesterolo cattivo.
Quest’ultimo falso mito della nostra carrellata è l’unico ad avere un fondamento di verità.
Infatti, la dieta chetogenica talvolta può causare una dislipidemia e un lieve aumento di particelle LDL. Questo dato potrebbe allarmare perché, come è noto, le LDL costituiscono il colesterolo cattivo che causa aterosclerosi.
Ma non c’è da preoccuparsi. Perché la dieta chetogenica aumenta solamente le LDL con dimensioni e volume maggiore. Le particelle veramente pericolose infatti sono quelle più piccole: solo queste ultime riescono a infiltrarsi nell’endotelio, cioè il tessuto che ricopre i vasi sanguigni, e a dare innesco alla formazione delle placche aterosclerotiche.
In compenso, la dieta chetogenica da un lato aumenta le HDL, il cosiddetto colesterolo buono, e riduce i trigliceridi e dall’altro porta a una riduzione dei radicali liberi, i responsabili dell’ossidazione delle LDL e della loro conseguente aterogenicità.
Pertanto, sebbene la dieta chetogenica possa causare una dislipidemia, porta complessivamente ad una riduzione del rischio cardiovascolare e risulta pertanto un ottimo approccio nutrizionale anche in soggetti con dislipidemie.
Siamo giunti alla fine della nostra carrellata di FALSI MITI. Perciò, che ne dici? Ti senti pronto ad affrontare questo nuovo percorso nutrizionale?
Inizia pure la tua dieta chetogenica con serenità e consapevolezza.
Ma RICORDATI: rivolgiti sempre a un professionista della nutrizione per elaborare un piano adatto a te e ai tuoi bisogni.